RICCIO Domenico detto il BRUSASORCI
Riccio Domenico detto il Brusasorci
(Verona, 1516 – Verona, 1567) è stato un pittore italiano di stile manierista, proveniente da Verona. È considerato un precursore di Paolo Veronese e uno degli innovatori della pittura veronese del Cinquecento.
Cresciuto in una famiglia di artigiani e artisti (il padre Agostino era pittore e miniatore), Domenico entrò a soli 11 anni nella bottega dei fratelli Caroto, figure di spicco a Verona. Oltre alla solida base della scuola veneziana, la sua visione artistica venne fortemente influenzata dallo stile di Giulio Romano e del Parmigianino, che assimilò grazie ai suoi frequenti contatti con i centri di Mantova e dell'Emilia.
L'appellativo "Brusasorci" (letteralmente "brucia topi") comparve ufficialmente per la prima volta nel 1543 nei documenti della locale Accademia Filarmonica, istituzione della quale divenne in seguito il pittore ufficiale. Il Brusasorci si distinse per la grande abilità nell'arte dell'affresco, caratterizzata da un'eleganza compositiva drammatica e dinamica tipica del Manierismo. Le sue opere principali sono distribuite in contesti civili e religiosi di grande prestigio, come un ciclo di affreschi decorativi nel Palazzo Vescovile di Verona, il celebre affresco della Cavalcata di Carlo V e Clemente VII, presso Palazzo Ridolfi a Verona, decorazioni pittoriche realizzate a partire dal 1551 nel Municipio Vecchio di Trento, la Pala d'altare raffigurante Santa Margherita (1552) nel Duomo di Mantova, gli affreschi della volta del coro (Battaglia tra un angelo e un demone) nella Chiesa di Santo Stefano a Verona.
Domenico Brusasorci guidò una fiorente bottega familiare, trasmettendo il mestiere ai figli Felice, Giambattista e Cecilia, i quali continuarono con successo l'attività pittorica, portando avanti e diffondendo lo stile paterno.
Tra le altre opere una Crocifissione di Cristo e santi (foto) del 1550-52, probabilmente appartenente ad una collezione privata.