DI PAOLO Jacopo
Di Paolo Jacopo
(Bologna, 1345 circa - 1429-1430) è stato uno dei più importanti pittori e miniatori bolognesi al tramonto del Medioevo. Nulla si sa del padre, mentre è certo che fosse nipote del miniatore Nicolò di Giacomo, una parentela che spiega l'attività di miniatore, da lui a più riprese praticata nel corso della sua carriera, la quale fa da ponte tra l'espressività trecentesca e i primi bagliori del tardo gotico padano.
Nato intorno al 1345, è ampiamente documentato a Bologna, guidò una delle botteghe più attive e influenti della città e risulta già affermato nel 1371, quando compare come teste in casa del pittore Simone di Filippo.
Ebbe diversi figli di cui tre (Paolo, Pietro ed Orazio) furono anch'essi pittori.
I suoi esordi si colgono nella decorazione della chiesa di Santa Maria di Mezzaratta a Bologna, dove gli spettano due Storie di Mosè, eseguite forse sulla base di idee di Jacopo Avanzi; dallo stile neogiottesco di questi Jacopo parte per la messa a punto della propria cifra espressiva, che si arricchisce di umori caricaturali per influenza di Simone di Filippo. Il suo nome è strettamente legato al monumentale cantiere della Basilica di San Petronio, avviato nel 1390 dall'architetto Antonio di Vincenzo, dove non lavorò solo come pittore, ma anche come progettista, fornendo i disegni per la facciata e i cartoni per le vetrate della prestigiosa Cappella dei Magi (1406-1407), di proprietà di Bartolomeo Bolognini, e progetta il polittico ligneo eseguito entro il 1410 in collaborazione con una bottega di scultori. , per la quale predispone i cartoni per le vetrate (1406-1407 c.) e progetta il polittico ligneo eseguito entro il 1410 in collaborazione con una bottega di scultori.
La sua versatilità gli permise di eccellere sia nelle monumentali pale d'altare sia nella miniatura di codici per le corporazioni delle arti cittadine.
La sterzata gotica inferta alla pittura locale dall'esordio di Giovanni da Modena, autore degli affreschi nella Cappella dei Magi, lo induce a un timido aggiornamento, ma la sua produzione tarda è di qualità disomogenea.
Tra le sue opere una tempera su tavola, circa 1400 - 1410, con una Crocifissione di Cristo, (foto) che originariamente faceva parte di un polittico descritto dalle fonti in San Michele in Bosco; recenti restauri scientifici hanno confermato l'originaria appartenenza di questa tavola centrale a un unico grande polittico smembrato, del quale il museo - Pinacoteca Nazionale di Bologna - conserva anche i due scomparti laterali con i Santi Giacomo e Michele e i Santi Pietro e Giovanni Battista.
Jacopo muore presumibilmente tra il 1429 e il 1430.