FRANCO Giovanni Battista
Franco Giovanni Battista detto il Samolei
(Venezia, 1510 – Venezia, 1561) è stato un importante pittore e incisore italiano esponente del Manierismo.
Veneziano di nascita, ma centroitaliano per formazione, l'artista si distinse per una produzione fortemente influenzata dallo stile di Michelangelo Buonarroti, diventando una figura di raccordo tra la tradizione grafica tosco-romana e la pittura veneta del XVI secolo.
Nasce da Iacopo Franco, sulla sua giovinezza si hanno scarse notizie.
Intorno al 1530 si trasferisce a Roma, quindi a circa vent'anni. Studia ossessivamente le opere di Michelangelo. Nel 1536 collabora agli apparati decorativi per l'ingresso trionfale dell'imperatore Carlo V e fino al 1541 fa la spola tra Roma e Firenze, dove, al servizio di Cosimo I de' Medici, dipinge l'Allegoria della battaglia di Montemurlo (oggi a Palazzo Pitti). Rientrato a Roma, realizza l'affresco con l'Arresto di San Giovanni Battista per l'Oratorio di San Giovanni Decollato (1541).
Tra il 1545 e il 1551 lavora per il duca Guidobaldo II della Rovere. Inizia la lavorazione di affreschi alla volta della Cappella del Sacramento, nella Cattedrale di Urbino, ma vengono interrotti per motivi rimasti ignoti e legati a decisioni ducali; per il Coro della cattedrale dipinse un grande affresco raffigurante l'Assunzione della Vergine. Purtroppo, questa e altre opere all'interno del Duomo di Urbino sono andate perdute a causa del catastrofico crollo della cupola e della navata centrale, avvenuto nel 1789. Oltre alla pittura murale, il duca sfruttò l'abilità grafica di Franco affidandogli la creazione di centinaia di disegni e cartoni preparatori destinati ai maestri maiolicari di Castel Durante e Urbino, tra cui la celebre bottega di Orazio Fontana, maestro che contribuì a spostare il baricentro dell'innovazione ceramica da Faenza al Ducato di Urbino, ridefinendo gli standard del lusso dell'epoca e influenzando profondamente lo stile "istoriato" della ceramica rinascimentale marchigiana.
Nota a margine, fa da mentore al giovane Federico Barocci.
Nel 1552 rientra stabilmente nella città lagunare. Contribuisce ai grandi cantieri della Serenissima, dipingendo i soffitti della Libreria Marciana e collaborando ai decori della Scala d'Oro in Palazzo Ducale.
Muore improvvisamente nel 1531, mentre sta completando la decorazione della cappella Grimani nella chiesa di San Francesco della Vigna, luogo dove possiamo trovare la sua sepoltura.
Tra le opere da menzionare in questa galleria, il Noli me tangere (foto) del 1537, conservato in Casa Buonarroti, luogo in cui troviamo due dipinti qui esposti, uno attribuito al Pontormo, l’altro di Battista Franco, giunti in Casa Buonarroti nel 1932 dalle Gallerie fiorentine, deriva da un cartone perduto di Michelangelo, eseguito nel 1531, che raffigurava Cristo risorto che appare alla Maddalena. Il cartone fu tradotto in pittura dal Pontormo, per suggerimento dello stesso Michelangelo; passato nelle collezioni medicee, venne utilizzato anche dal Samolei, che riprodusse nello sfondo il paesaggio della stampa con sant’Eustachio di Albrecht Dürer.
Il Cristo incontra santa Veronica (foto) del 1552, anche catalogato sotto il nome di Cristo cade sotto la croce, conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze, quest'opera rappresenta un momento cruciale e di transizione nella carriera di Giovanni Battista Franco, dipinta proprio nell'anno del suo rientro definitivo a Venezia dopo il lungo soggiorno a Urbino.
Il Compianto sul Cristo morto (foto) del 1554-1555 esposto alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, un'opera che rappresenta un momento di eccezionale maturità stilistica dell'artista. Questa incarna pienamente l'estetica del tardo Manierismo, fondendo il rigore plastico ereditato dai suoi lunghi anni trascorsi a Roma con le nascenti suggestioni della pittura veneta.